Presentazione effetto

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Presentazione effetto

Messaggioda MagoSantoch » mar lug 17, 2012 8:19 pm

Per un effetto magico ho scritto una presentazione che dovrebbe essere una specie di poema epico. Ho ripreso la struttura Dantesca nonostante l'idea sia partita con i poemi Omerici.

Secondo l'idea che ho eseguirò questo effetto muto con in sottofondo il testo recitato a più voci.

Ditemi che ne pensate e datemi anche qualche suggerimento, fate qualche perfida critica... insomma quel che vi viene in mente.

Santoch ha scritto:Sedeva un tempo, in un regno lontano,
su un grande trono d'oro e d'acciaio
un giovane appena eletto sovrano.

"Oro a volontà, grano e un centinaio
di fedeli guardie sono il segreto
per un potere saldo e senza guaio.
"

Declamava il re, tra il serio e il faceto,
alla sua corte com'era abituale,
ma una voce si alzò in tono discreto:

"Maestà, fate un errore madornale!
Dimenticate la forza più sana,
quella dell'amor vero: l'amor reale.
"

Ne rise forte il sire "È una panzana!"
poi disse superbo "E chi me lo insegna?
Tu? Una cortigiana, una puttana!
"

Replicò lei, calma, senza disdegno:
"Meglio di me non riuscirebbe alcuno,
vostra grazia, ho dalla mia beltà e ingegno,

son amata dal plebeo e dal tribuno.
Vi prego maestà, prestatemi ascolto,
conosco i vostri sudditi: uno ad uno.
"

La determinazione del suo volto
sorprese il giovane sovrano, tanto
quanto l'idea che lei gli avea rivolto.

"Le tue virtù di cui ti fai un vanto
ti hanno convinto che solo l'amore
manterrà unito il regno per incanto?


- rise - vi è ingenuità sotto il tuo ardore,
ma ascolta: anche se le fiabe son belle
si regna coi fatti, non a parole.

L'amore non placa un popolo ribelle
e non preserva il grano da razzia,
la paura di lasciarci la pelle

quella è il miglior deterrente che ci sia!
A chi ruberà il grano dello stato
le due mani gli verran tagliate via

Per coloro che invece avran rubato
denaro, la pena sarà la morte.
Un popolo è innocuo se spaventato!
"

Concluse fiero il suo intervento, forte
dei propri argomenti, ma lei replicò
senza indugio, con parole accorte:

"Legittimo è il vostro pensiero, però
non crediate di regnar senza amore
vostra grazia, poichè altrimenti tutto ciò

che avete ottenuto con il sudore
verrà spazzato via da una rivolta
e voi sarete espulso, senza onore.
"

Tacquero i presenti e questa volta
la sua idea fu finalmente ascoltata.
Ma il sire l'ammonì: "O sei molto stolta

o hai un ingegno acuto. Ti sei mostrata
audace e voglio darti un occasione,
ma sarà meglio non vada sprecata.
"

Il re chiuse così la discussione,
e andò nelle sue stanze a meditare.
La donna invece con gran dedizione

si mise senza indugio a lavorare
e nell'arco di un solo anno riuscì
a mutare il modo di governare:

ogni prepotenza o iniquità sparì
come le resistenze alla corona
e tutto il regno ben presto divenì

conosciuto con un nome che risuona
potente ancora oggi: ?.


«La donna, di umili origini, ha avuto l'ardire di contraddire il re e combattendo per sostenere le sue idee, ha infine ottenuto in premio una posizione di prestigio ed il successo. Questo mi convince sempre più che tutti i nostri sogni possono diventare realtà se abbiamo il coraggio di perseguirli.

Il poema, però, non descrive il dopo. In seguito a questa vicenda, infatti, il re e la donna si sono avvicinati molto: perché il successo è ben poca cosa se non si ha con chi condividerlo.»


Partendo dalla storia riuscite ad indovinare di che effetto si tratta?

P.S. Mi manca anche la parola che concluda questo poema se a qualcuno viene in mente qualcosa non esiti a scriverlo. Dovrebbe essere una parola forte che abbia già di per se un effetto nella coscienza collettiva. (Non preoccupatevi se centra poco, posso sempre apportare qualche lieve modifica al testo).
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quel che appare al nostro sguardo vien da quel che stiam cercando." da John Lubbok

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Re: Presentazione effetto

Messaggioda michimago » mar lug 17, 2012 11:17 pm

spietati, lo hai detto tu! per ora ho dato solo una lettura veloce, quindi non so indovinare l'effetto né suggerire il finale. è tutto molto bello ma la metrica presenta molti errori. soprattutto nella disposizione degli accenti. ma anche in un improbabile miscuglio di endecasillabi e dodecasillabi. la maggior parte elle persone non nota queste cose, potresti usare il testo così com'è senza rischiare di sfigurare(anche perché è scritto bene, con un'ottima scelta delle parole e delle rime :) ) . ma noi non siamo "la maggior parte delle persone", noi siamo gli affabulatori, quei cultori dell'inganno per i quali ogni minima sfumatura è vitale. quindi non devi puntare ad un buon lavoro, devi puntare al sublime, alla perfezione. per molti versi basta invertire due parole e gli accenti vanno al posto giusto; in altri casi è sufficiente l'aggiunta di una consonante eufonica. in ogni caso mi riprometto di mettermici con un po' di calma e darti una mano(non perché io sia bravo, solo perché sono un rompiballe pignolissimo!)
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Re: Presentazione effetto

Messaggioda MagoSantoch » mer lug 18, 2012 10:36 am

michimago ha scritto:spietati, lo hai detto tu!
Sarò masochista... ma mi piace così! ;)

I versi in teoria dovrebbero essere quasi tutti endecasillabi a parte un paio di eccezioni per le quali non sono riuscito a farmi bastare 11 sillabe. :crybaby:

Gli accenti invece :paranoid: non li ho curati affatto e purtroppo so che sono un macello. Avevo però giudicato la situazione come disperata, mi rincuori se mi dici così
michimago ha scritto:soprattutto nella disposizione degli accenti. ma anche in un improbabile miscuglio di endecasillabi e dodecasillabi. per molti versi basta invertire due parole e gli accenti vanno al posto giusto; in altri casi è sufficiente l'aggiunta di una consonante eufonica.


Mi fa molto piacere che sia disposto ad aiutarmi. Portare a questo lavoro anche una determinata musicalità darebbe quel tocco in più.
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Re: Presentazione effetto

Messaggioda Oldmare » mer lug 18, 2012 5:52 pm

Inizio col dirti che è un'idea che mi piace veramente moltissimo, complimentoni!!

Poi devo però dare ragione a michimago, a livello di struttura c'è un bel caos.
Occhio alla cesura, in tutti i versi lunghi gioca un ruolo fondamentale!

Da appassionato dantista quale sono non posso esimermi dall'offrirti anche io il mio aiuto!
Poi se ti interessa per la presentazione o anche solo per studio personale quando sono a casa ti scannerizzo qualche pagina dagli "Studi su Dante" di Auerbach, che pur non essendo il tema principale dell'opera offre schematizzazioni molto utili per ricreare questo tipo di metrica e due pagine di Bloom che studia i significati delle accentazioni in Dante (che a me sono stati molto utili quando scherzosamente mi ero messo in testa di riscrivere l'"inferno oggi")!

Complimenti ancora, grande idea,
Federico

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Re: Presentazione effetto

Messaggioda MagoSantoch » mer lug 18, 2012 8:33 pm

Grazie mille anche a te. Mi fa piacere che abbiate offerto così prontamente il vostro aiuto. Grazie anche per le fotocopie, mi farebbero molto comodo.
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Re: Presentazione effetto

Messaggioda ruben » sab lug 21, 2012 11:37 am

Mi sono perso per strada.

Ma questa e una presentazione da un MC per l'artista oppure per un numero?

Qualora, (get to the point) arrivi al dunque, se una presentazione.

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Re: Presentazione effetto

Messaggioda MagoSantoch » dom lug 22, 2012 11:55 am

ruben ha scritto:Mi sono perso per strada.

Ma questa e una presentazione da un MC per l'artista oppure per un numero?

Qualora, (get to the point) arrivi al dunque, se una presentazione.

E' la presentazione per un effetto magico, ruben. Un racconto che dovrebbe venire da una voce registrata mentre io faccio il mio numero. Una specie della versione del Gypsy thread di Alain Choquette ma con un effetto e una presentazione differente.

Magari guardiamo una strofa alla volta che ne dite? Così il correggerlo non è pesante ma è efficace.
Santoch ha scritto:Sedeva un tempo, in un regno lontano,
su un grande trono d'oro e d'acciaio
un giovane appena eletto sovrano.

In questa strofa ciò che non va sono:
-gli accenti che non coincidono
-il secondo verso che ha dieci sillabe invece che undici

Giusto? Come correggerli?
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Re: Presentazione effetto

Messaggioda michimago » dom lug 22, 2012 2:46 pm

Sedeva un tempo, in un regno lontano,
su un grande trono d'oro e d'acciaio
un giovane appena eletto sovrano.
potremmo provare così (anche se forse non è troppo originale)
c'èra-una vòlta-in un règno lontàno
sù di-un gran tròno d'argènto-e d'accià,io (in cui acciaio va considerato di tre sillabe con accento piano)
dà poco-elètto, un giòvin sovràno. (senza creare il dittongo tra "eletto" e "un")
in questo modo abbiamo sillabe e accenti nel giusto numero e ordine senza snaturare il senso e le rime della terzina. ci sono comunque almeno due punti deboli in questa mia versione,segnalati dalle parentesi. forse il dantista oldmare ci potrà illuminare sulla validità o meno di questi primi versi. io nonostante abbia studiato dante molto a fondo al tempo del liceo ormai mi baso quasi esclusivamente sull'orecchio. comunque penso che così suoni già un po' meglio. i trattini creano i dittonghi, le virgole li separano (non conosco la notazione corretta, quindi ho improvvisato!) il ritmo è terzinato, con l'ultima terzina interrotta da una pausa(12/8 come nel blues! ||:tàtata tàtata tàtata tàta-un:||) una strofa per volta mi sembra il modo migliore, così non pesa a nessuno.
p.s. @santoch: mi lusinga vedermi citato nella tua firma, grazie per la piacevolissima sorpresa!
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Re: Presentazione effetto

Messaggioda Oldmare » dom lug 22, 2012 4:53 pm

Dantista assolutamente per passione, non sicuramente di diritto (haha)!
Una strofa alla volta è perfetto ma occhio a non perdere la visione d'insieme!
(Per esempio la seconda strofa secondo me va scardinata parecchio quindi concentrarsi troppo su "acciaio" per la rima potrebbe risultare inutile, a meno che acciaio non sia parte importante della routine! Prendete sempre tutto quello che dico come un consiglio che nasce dal mio personalissimo parere, non vorrei ne fare la figura del "saputello" ne sembrare in vena di commenti gratuiti ed inutili!!)

La soluzione di michimago mi piace!

"c'èra-una vòlta-in un règno lontàno
sù di-un gran tròno d'argènto-e d'accià,io (in cui acciaio va considerato di tre sillabe con accento piano)
dà poco-elètto, un giòvin sovràno. (senza creare il dittongo tra "eletto" e "un")"

un giovin da ora, nuovo sovrano.
un giovane adesso, nuovo sovrano.
Due idee per l'ultima strofa!

Il "c'era una volta" è una buona soluzione, però il "sedeva" a livello narrativo mi piaceva molto!

Altra idea molto improvvisata:

Successe così-in un regno lontano:
uno sedette sul trono d'acciaio!
Fu grande notizia-un nuovo sovrano.


Chiedo scusa se sono stato un po' sbrigativo ma non ho dormito neanche un minuto stanotte e faccio fatica sia a pensare che a stare al computer!


ps MagoSantoch ora sono al mare per le fotocopie dovrai aspettare qualche settimana!



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Re: Presentazione effetto

Messaggioda michimago » dom lug 22, 2012 10:58 pm

se non sbaglio la struttura portante dell'endecasillabo sciolto in dante prevede tre accenti(seconda,sesta e decima sillaba). visto che santoch non intendeva partire da dante ma da omero (sempre endecasillabi sono) ho pensato che potessimo usare anche altre soluzioni. nella mia proposta la metrica è semplificata grazie all'uso delle terzine(tàtata tàtata tàtata tàtaun). tra l'altro nella dinamica del testo di santoch questa mi sembra l'accentazione più usata. a questa struttura non rispondono però le due alternative di oldmare(quell' "un" all'inizio del verso sposta l'accento sulla seconda sillaba). però devo dire che sono assolutamente d'accordo con lui per quanto riguarda la seconda strofa(e, di conseguenza, l'"acciaio" del secondo verso). chiedo quindi a santoch se le tre parole(acciaio,centinaio e guaio) sono indispensabili o se si possono sostituire con altre parole e altri significati.
questa storia comincia ad intrigarmi, dai che ne veniamo fuori con un capolavoro!
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Re: Presentazione effetto

Messaggioda MagoSantoch » dom lug 22, 2012 11:17 pm

Gli accenti di Michimago mi piacciono molto, la cadenza dà una bella musicalità. Altre soluzioni in effetti erano e sono ben'accette. La struttura Dantesca mi piace perchè le rime si aprono all'infinito e non sono strutture chiuse come la rima baciata, incatenata o altre.
No le parole non sono indispensabili. L'effetto che dovrebbe essere descritto è un matrix con una piccola produzione di assi introduttiva (Asso di picche= guardie, spade. Asso di quadri = oro, denaro. Asso di fiori = grano. Asso di cuori = amore per il popolo, equilibrio.)

1-4-7-10 questa è la cadenza degli accenti
Così facendo ho modificato acciaio in velluto e conseguentemente la seconda strofa. Che ne pensate? E' meglio o non suona bene ugualmente?

Vi era una volta in un regno lontano
su di un gran trono d'argento e velluto
da poco-elètto, un giòvin sovràno.

Oro a bizzeffe, del grano e in aiuto
guardie fedeli. Sta in questo il segreto
per un potere efficace e temuto
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Re: Presentazione effetto

Messaggioda Oldmare » mar lug 24, 2012 5:40 pm

MagoSantoch ha scritto:Vi era una volta in un regno lontano
su di un gran trono d'argento e velluto
da poco-elètto, un giòvin sovràno.

Oro a bizzeffe, del grano e in aiuto
guardie fedeli. Sta in questo il segreto
per un potere efficace e temuto


A me piace, poi eventuali aggiustamenti ti conviene farli quando avrai già dato una forma più definitiva al tutto!


Però mi sono perso un passaggio!
Da Choquette prendi solo il recitato come sottofondo? Perchè prima parli di Gypsy Thread e poi di Matrix!



Federico

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Re: Presentazione effetto

Messaggioda MagoSantoch » mer lug 25, 2012 10:04 am

No. Scusa se ho fatto confusione. Intendevo che la forma finale che voglio dare alla mia esibizione è come quella di Choquette nel senso che farò il numero muto con sottofondo una musica e il recitato. La struttura è quella ma da lui non prendo nulla. Choquette esegue il gypsy thread con una musica e la composizione canvas of love. A me invece piacerebbe eseguire una mia versione di matrix con un altro mix musicale e questa composizione.

Passiamo alla terza strofa se anche michimago è d'accordo

Declamava il re, tra il serio e il faceto,
alla sua corte com'era abituale,
ma una voce si alzò in tono discreto:
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Re: Presentazione effetto

Messaggioda michimago » mer lug 25, 2012 6:14 pm

ciò disse il sire, com'era consueto,
alla sua corte con tono sicuro
solo un commento:" vi svelo un segreto:
siete in errore maestà, ve lo giuro
voi tralasciate la forza più sana,
chi guida il cuore è l'amore più puro!"
che ne dite? se non va troppo fuori strada potrebbe andare? un'altra cosa, per la terzina precedente pensavo suonasse meglio "quantità d'oro e di grano e in aiuto".
michimago

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Re: Presentazione effetto

Messaggioda MagoSantoch » gio lug 26, 2012 9:31 pm

Vi era una volta in un regno lontano
su di un gran trono d'argento e velluto
da poco elètto, il più giòvin sovràno.

Quantità d'oro e di grano e in aiuto
guardie fedeli. Sta in questo il segreto
per un potere efficace e temuto

ciò annunciò il sire, com'era consueto,
alla sua corte con tono sicuro,
solo una voce si oppose al decreto:

"siete in errore maestà, ve lo giuro
voi tralasciate la forza più sana:
chi guida il cuore è l'amore più puro!"

Nella prima strofa ho pensato che "il più" al posto di "un" elimini quel problema che dicevi.
Mi piace "Quantità d'oro e di grano e in aiuto", ma con quantità l'accento non è anche nella 3 sillaba?
Nella tua proposta ho modificato "vi svelo un segreto" con "si oppose al decreto" per non fare la rima con la stessa parola. Dopo questa modifica ho pensato che "annunciò" sarebbe stato più appropriato di "disse" e ho provato ad inserirlo, ma mi sa che così c'è un accento di troppo, o sbaglio?
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